Bilancio e Relazione relativa alla solvibilità e alla condizione finanziaria

Bilancio 2017 Crédit Agricole Vita S.P.A.  

Il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017 di Crédit Agricole Vita S.p.A. evidenzia un utile lordo (ante imposte) pari a 94.244 migliaia di euro e un utile netto (dopo imposte) pari a 69.987 migliaia di euro.

Tale risultato è stato determinato principalmente:

-     dal positivo andamento tecnico, anche in virtù di una raccolta lorda che ha raggiunto 2.841.463 migliaia di euro e di una raccolta netta che ha raggiunto 1.228.726 migliaia di euro;

-     dall’impatto positivo delle riprese di valore nette sugli investimenti non durevoli, complessivamente pari a 7.151 migliaia di euro: +4.657 migliaia di euro relativi a titoli azionari, +2.611 migliaia di euro relative a fondi comuni di investimento, +1.547 migliaia di euro relative ad obbligazioni non durevoli e -1.664 migliaia di euro relative ad altri investimenti finanziari.

I premi lordi contabilizzati al 31 dicembre 2017 ammontano a 2.841.463 migliaia di euro, in diminuzione rispetto al dato del 2016 (variazione: -9%).

 

 

 

Il quadro economico generale

Il 2017 è stato un anno positivo per l’Eurozona nel suo complesso perché a differenza degli anni passati, la ripresa economica ha coinvolto in misura più marcata anche i Paesi mediterranei, compresa l’Italia. Lo “shock” della Brexit sembra essere stato assorbito e i toni più concilianti dei negoziati fanno ben sperare per una soluzione che sia di comune soddisfazione per entrambe le parti negoziali.

In questo contesto, il comportamento conciliante della BCE, che ha prorogato di un anno il suo piano di stimolo monetario, ha permesso di rassicurare gli operatori economici sul fatto che i bassi tassi di finanziamento delle imprese perdureranno anche per l’anno prossimo.

Anche per il 2017, i consumi restano il principale fattore di crescita della produzione del settore manifatturiero: questi hanno spinto il PIL dell’Area Euro al +2,8%, circa 1% in più del dato registrato a fine 2016. In particolare, il PIL italiano continua a migliorare con una tendenza sul 2017 verso l’1,7%.

Il piano di acquisti di titoli sul mercato secondario della BCE è stato confermato fino a settembre 2018 seppure per una entità pari alla metà del precedente piano: da 60 Mld di euro a 30 Mld di euro al mese a partire da Gennaio 2018. Questa decisione è stata motivata sia dalla volontà di supportare la crescita nell’Eurozona sia dall’andamento del tasso di inflazione che continua a rimanere su valori decisamente inferiori al tasso target del 2% (ultimo dato rilevato a fine anno: 1,4%). Un'altra nota positiva dell’anno appena passato è stato il venir meno degli effetti negativi per la crescita, in particolare per le economie emergenti, derivante dal basso prezzo del petrolio. Grazie a un supporto stabile del prezzo del greggio intorno ai 50 dollari al barile, diversi Stati produttori di economie emergenti hanno ripreso a supportare la crescita dell’export dei Paesi industrializzati tramite una ripresa dei consumi.

Purtroppo il 2017 è stato anche un anno contraddistinto da forti preoccupazioni sul piano geopolitico dovuto alla minaccia terroristica e alle tensioni nei rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord: sorprendentemente ciò non si è però tradotto in un aumento della volatilità dei mercati finanziari che sembrano non aver dato peso alle minacce di guerra nucleare avanzate da entrambe le parti in causa.

La divergente politica monetaria delle due principali Banche Centrali (BCE e FED) è proseguita anche nel 2017: la FED ha aumentato 3 volte i tassi, come del resto ampiamente anticipato, portando il tasso di sconto all’1,5%, mentre il tasso di rifinanziamento della BCE è arrivato al -0,4%.

Il 2017 è stato anche contraddistinto da un inaspettato forte deprezzamento del dollaro statunitense. A inizio 2017, i mercati erano convinti che la solida crescita economica statunitense, l’orientamento protezionistico del Presidente Trump e l’inasprimento dei tassi USA avrebbero spinto al rialzo il biglietto verde. Nella realtà è avvenuto esattamente l’opposto con il forte deprezzamento del Dollaro contro le principali valute, in particolare l’Euro. Ciò può essere spiegato da una generale robustezza dell’economia nel resto del mondo e da aspettative di un rilevante aumento dell’inflazione negli Stati Uniti trainato da una politica fiscale molto espansionistica voluta dall’Amministrazione Trump.

Lo spread dei Paesi Periferici dell’Area Euro contro il Bund è rimasto su valori simili al 2016, tranne per il Portogallo che è sceso all’1,5% dal 3,6% di fine 2016.

Anche il livello assoluto dei tassi di interesse, in analogia a quanto successo per gli spreads, non ha subito sostanziali cambiamenti rispetto alla fine del 2016.

A differenza del 2016, il 2017 ha premiato il mercato azionario italiano con un +15%, miglior risultato delle principali economie dell’Euro Area. Le speculazioni ribassiste, che nel 2016 avevano determinato la deludente performance della Borsa di Milano dovute principalmente all’incertezza sull’esito del piano di salvataggio di alcune banche in difficoltà, nel 2017 sono venute meno permettendo al mercato azionario italiano di registrare il significativo miglior risultato rispetto al 2016. È inoltre da notare che nel 2017, per la prima volta nella storia, l’azionario globale ha fatto segnare guadagni per 12 mesi consecutivi mentre la volatilità annuale realizzata dell’indice S&P 500 ha toccato il suo minimo record, poco sopra il 5%.

 

L'andamento del mercato assicurativo vita italiano nel 2017

Nel corso del 2017 la nuova produzione del mercato vita italiano ha raggiunto 101.108 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto al 2016.

Dal punto di vista del mix produttivo, la nuova produzione del mercato assicurativo vita italiano evidenzia una performance negativa su tutti i comparti ad eccezione del multiramo e Unit linked che invece registrano un incremento rispetto allo scorso anno.

Il segmento della bancassicurazione, in cui la Compagnia opera, pur confermando un calo complessivo della produzione (-8%), registra un incremento particolarmente positivo sul comparto Multiramo.